Oggi recensiamo “Plenilunium” di Angelo Basile


Chi è abituato a leggere molto, perché incaricato di dare un parere e dover poi recensire un’opera, non sempre si entusiasma o è generoso nel proprio giudizio.

Quando l’autore di Plenilunium ci ha inviato il suo romanzo riprendevamo le recensioni dopo un distacco temporaneo, perché Parole ad hoc voleva “tornare in scena” proponendo ai suoi seguaci solo alcuni testi che avessero valore, che rispondessero soprattutto alla originalità, oltre che fossero editi con competenza professionale.

Sicché, già pronti ad effettuare una selezione durissima, abbiamo iniziato a leggere Plenilunium del giovane Angelo Basile.

L’impressione iniziale è stata subito quella di un’insolita competenza nel gestire la trama, nell’attirare il lettore impedendogli di abbandonare i personaggi del romanzo per le vie di un quartiere periferico di Milano.

Un prologo antico, un tuffo nella contemporaneità ed un epilogo nel futuro.

Non si può definire Plenilunium appartenente ad un genere specifico ed è proprio per questo che può venire apprezzato da ogni tipo di lettore. Chi scrive, per esempio, si emoziona più immergendosi in una storia romantica e meno in un romanzo d’avventura o in un giallo, ma non può fare a meno di aver trovato nell’autore caratteristiche e capacità multiple che hanno così contribuito alla ottima riuscita dell’intreccio.

Assicuriamo inoltre che, per chi non conosce Milano, Angelo Basile ha fatto un ottimo ritratto di un quartiere ai confini della metropoli che conserva ancora la memoria delle tradizioni.

Non vogliamo in questo contesto riportare nuovamente la sinossi bensì puntare sul fatto che, tra tantissimi libri in circolazione e malgrado il tema sia stato ampiamente già raccontato da secoli e da moltissimi autori, questa volta vi sia l’ingrediente segreto perfetto: l’originalità.

Un giovane autore che crediamo debba continuare a produrre perché, se queste sono le premesse, potrà regalare altre storie avvincenti e straordinarie come ha dimostrato di saper fare in questa di Plenilunium.

Edizione: Oakmond Publishing

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