Trascorrere una giornata al Salone del Libro di Torino, in un venerdì dal tempo incerto, è stato sufficiente per capire quanto il mondo editoriale stia andando verso un rinnovamento che ha del rivoluzionario.
Molte le offerte a disposizione di lettori ormai affezionati ed esperti ma anche molte le iniziative per attirarne di nuovi, soprattutto giovani. Nei cinque padiglioni non c’è che l’imbarazzo della scelta, dagli spazi per le presentazioni delle ultime uscite, ai dibattiti e confronti e ai laboratori, pensando principalmente ai giovanissimi.
Una grande attenzione quest’anno è rivolta al fenomeno dell’Intelligenza Artificiale che sta imponendosi in questo mondo editoriale con prepotenza, attraverso leciti timori e fiducioso entusiasmo. Non mancano inoltre anche padiglioni dedicati al Self-Publisher e al Self- Comics.
Le mie impressioni in linea generale verso l’attenzione al meraviglioso mondo del Libro sono quindi positive. Non posso tuttavia fare a meno di notare che gli autori siano cresciuti in modo eccessivo e che, temo, diventerà sempre più arduo farsi conoscere e arrivare a una pubblicazione selezionata per talento e originalità, offrendo il Prodotto-Libro garantito per la sua qualità.
Un’ottima macchina organizzativa quindi quella del Salone del LIbro di Torino con un’unica pecca: i costi dei biglietti d’ingresso sono troppo alti (e so anche quelli degli stand) come pure quelli dei servizi (bar) indispensabili per trascorrere una giornata tra i libri. Abbassare i prezzi sarebbe un primo passo per incentivare il lettore ad acquistare un libro in più, pagando, ad esempio, un panino per il suo valore reale.
Se la cultura deve arrivare a tutti, facciamo in modo che tutti se la possano permettere.
