Intervista a Rosaria Scialpi.

Autrice della silloge Lembi di verità, ufficio stampa, articolista, correttrice di bozze e studentessa magistrale. Una laurea triennale in Lettere e una honoris causa in Logorrea. Figlia degli anni ’90, cresciuta nei 2000 a pane, libri, arte, serie tv e manga.
Non è facile per me descrivermi in poche parole.
Quelle che precedono questo periodo, d’altronde, restituiscono solo uno schizzo di ciò che sono in superficie. Probabilmente, l’unico modo per conoscermi davvero è attraverso i miei versi. In essi si condensano le mie letture, gli occhi incastrati nello spettacolo della natura, i timori lasciati ai margini di una porta sbarrata, l’ansia, gli scontri con la realtà, le crisi necessarie, la logica disumana e disumanizzante della produttività, l’incomprensibile mondo di cui si è periferia e mai città.
Lembi di verità è il rivelarsi di un ‘io’ frantumato, a cui l’accesso al vero unico ed incontrovertibile non è concesso. Ci si può allora aggrappare a singoli lembi di verità, ai margini ultimi a cui la vita ci permette di accedere.
Spero che le domande che ha generato in me la sua stesura si sedimentino nel lettore e gli permettano di oltrepassare il suo essere, intercettando il mio, entrando in comunione con esso e dandosi del tu.