Oggi recensiamo “Il Cerchio” di Antonella Cataldo e Pierpaolo Ardizzone


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  • Veniamo al cerchio, figura geometrica perfetta e titolo del libro. Potete spiegare ai lettori, senza svelare il contenuto, come siete arrivati ad essa? Siete partiti dalla figura e avete sviluppato il romanzo oppure, dopo aver scritto il romanzo, vi siete accorti che “il cerchio” fosse la logica conseguenza?

Il titolo del romanzo è arrivato strada facendo, un po’ come la vita stessa che hanno preso i personaggi. La storia si è sviluppata come un percorso, un viaggio che si è maturato in tondo, da dove inizia finisce, senza avere un finale concreto. Da qui l’ispirazione della figura geometrica piana “ Il Cerchio”.

  • E’ la prima vostra esperienza letteraria nel genere?

Come autori la prima esperienza, nata per caso e anche per gioco. Un ‘ispirazione, una sfida, un tentativo, un insieme di parole e di emozioni costruite ad hoc.

  • E, qualunque essa sia, l’ideazione di un romanzo erotico è nata dall’osservazione dei tempi nei quali viviamo oppure dal desiderio di offrire ai lettori uno spunto di riflessione sull’erotismo oggi?

L’ispirazione arriva sempre, o quasi, da quello che si legge e da quello che piace. Non sempre ci si ispira al momento sociale, a volte si rifugge da esso proprio per creare un’isola felice. Il romanzo non segue la moda ma, l’erotismo di cui tratta, è fatto di dettagli che sono i ciottoli di una filosofia antica. Abbiamo voluto creare, così, non un dizionario nè tantomeno un vademecum, ma una storia vera che si serve di origini passate.

  • Nel romanzo si parla di dominanza, che, se vogliamo contrasta con l’idea di libertà e di rispetto della donna per cui tanto si combatte oggi. Pensate che invece essa rappresenti “l’altra faccia della libertà”?

Esatto, cara Daniela. Nel romanzo non parliamo di ossessione, stalking, stupro, violenza di genere o supremazia psicologica atta a sopprimere la dignità femminile. Al contrario la donna che si offre pronta a essere guidata e vista, dal nostro Roberto, come donna di razza, degna di rispetto e abnegazione anche da parte maschile. Per questo motivo abbiamo descritto entrambe le psicologie. Nella dominazione, vista come appartenenza, il guinzaglio, simbolo di dominio, ha sempre due estremità. Non è mai chi domina chi, ma due menti che crescono insieme.

  • Per scrivere un romanzo così immagino che abbiate dovuto documentarvi, lo avete fatto attraverso la lettura di testi oppure testimonianze?

Abbiamo letto parecchio, dal classico al moderno. Eravamo già estimatori del genere, ma abbiamo approfondito le conoscenze per scrivere il giusto. Non voleva, infatti, essere una favola dei giorni nostri ma la realtà di esperienze vere raccolte nel tempo. Il tutto poi romanzato.

  • Parlateci dei due protagonisti: Melissa e Roberto. Chi fra i due ritenete sia il personaggio che più possa far riflettere sul significato di Amore?

Melissa e Roberto sono personaggi reali, quelli della porta accanto, formatisi nel tempo con fatica, provenienti da passati semplici. Non c’è in questo scritto, un emblema di amore. Esiste, invece, un equilibrio perfetto, visto come l’ago della bilancia giusto al centro. Amano e concepiscono l’amore con la stessa forza e importanza, solo da due prospettive diverse. Melissa attraverso il “ non aver mai amato” e voler imparare; Roberto attraverso il suo inferno personale e voler condurre la compagna scelta in esso e insegnarle ad apprezzarlo.

  • Che “Istruzioni per l’uso” dareste ai vostri nuovi lettori?

Leggere a mente aperta. Nemmeno il “Bugiardino” è verità assoluta.

  • ll romanzo descrive in modo dettagliato i delicati passaggi degli stati d’animo della protagonista. Credete che siano “comuni” a chi inizia una storia d’amore simile, oppure esclusivi di Melissa?

Il romanzo è concepito come le confessioni di Melissa. Non è fine a se stesso e non è visto come esclusività delle emozioni di Melissa. Anzi le sue emozioni possono essere collocate in qualsiasi emozione.

  • Vi piacerebbe che il vostro libro diventasse un film? E, se sì, dove lo ambientereste in Italia?

A chi non piacerebbe che un proprio scritto diventasse un film!  Vedremmo la Toscana come luogo migliore. C’è il mare, la terra fertile il buon cibo. Uno scenario perfetto per un amore perfetto.

  • Credete anche nell’amore romantico, nella sua accezione più classica?

Assolutamente sì. Chi dice che giocare con le corde, le bende, le fruste o con la mente umana in tutte le sue sfaccettature non possa essere anche romantico? Torniamo a un concetto precedente, libera la mente, libero ogni aspetto del romanticismo. Nostro umile parere da coppia di autori e ottimi amici.

Grazie

Antonella e Pierpaolo

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