
Via Sant’Andrea appare discreta, molto meno chiacchierata delle vicine vie Montenapoleone o della Spiga. Non per questo meno intrigante però. I suoi negozi sembrano vogliano essere scoperti da quei turisti che vi si addentrano, lasciandosi la mondanità alle spalle. E incuriositi la percorrono tutta, scoprendone i bellissimi palazzi che offrono un generoso scorcio dei loro interni, ricchi di giardini e fontane. Un aspetto sconosciuto ai moltissimi che credono Milano essere priva di dimore di pregio.
E poi quando lo shopping si fa bollente e il clima rigido, non è insolito vedere in coda, sullo stretto marciapiede, acquirenti dagli occhi a mandorla o dalla pronuncia nordica che pazientemente attendono di essere introdotti nei negozi più noti, per uscirne con enormi sacchetti, simbolo del loro trofeo italiano, orgoglioso ricordo da esibire una volta rientrati nelle loro nazioni.
E che dire della piccola via Bagutta? Nasce come un ruscello dalla nevralgica Piazza San Babila, offre una pavimentazione difficile alle modelle che spesso la attraversano indossando tacchi inadatti, e richiede una buona conoscenza della viabilità alle poche auto o furgoni che la devono scovare. Un paio di esercizi famosi la caratterizzano e l’hanno resa nota al raffinato mondo milanese.
Poi c’è lei, via della Spiga, un lungo cordone di belvedere a destra e a sinistra, da percorrere a piedi, magari un po’ pigiati nei periodi dei saldi o delle iniziative modaiole. Silenziosa la mattina, solo qualche residente in bicicletta che incrocia perfetti commessi di negozi o, si anima verso mezzogiorno per poi essere in fermento nel pomeriggio, momento magico di passeggio. E tra invitanti vetrine e qualche personaggio famoso incontrato casualmente via della Spiga mantiene la sua fama.