Pubblichiamo “Castagne” una poesia di Rachele Coerezza che ci anticipa il loro profumo.
Andavamo nel bosco per castagne
I nostri sacchi vuoti
Si riempivano del dolce farinoso frutto
Aprivamo coi piedi i ricci spinosi
Già scoppiati dall’urto della caduta.
I bambini prima timorosi e lenti
Correvan calpestando
Il letto di foglie umide e annerite.
Davan gridolini di gioia
O mandavano brevi urla di dolore
Quando un riccio appuntito
Feriva le loro tenere dita
E venivano vicino per farsi consolare.
Gli alberi silenziosi e immoti
Grondavano la rugiada del mattino
Gli uccelli tutti eran partiti
Lontano un trillo solitario
Fendeva l’aria grigia dell’autunno.
Lenta qualche foglia cadeva
A raggiunger le altre
Già addormentate e spente.
Il ritorno era lungo e faticoso
E grande l’attesa
Per assaporare il frutto abbrustolito
Mentre il fuoco del camino
Ricamava le ombre
Sui nostri volti arrossati.
Rachele Coerezza (Torno, 1978)
La poesia è qualcosa che nasce dall’anima e dall’esperienza e ti fa sbirciare dentro cuore di chi la scrive.
Per questo, grazie!
Sim.