Credenze popolari, comportamenti sociali, tradizioni che dovrebbero essere ormai superate, ognuno di noi ne sa qualcosa. C’è chi ne ride, chi non crede e chi non esce di casa.
E proprio oggi, venerdì 17, ricordiamo Luigi Pirandello, il quale, nel lontano 191, scrisse una novella sul Corriere della Sera , che intitolò “la patente“.
Il protagonista, Rosario Chiachiaro, viene additato dalle persone come uno iettatore al punto che, alle sue spalle, tutti fanno corna, toccano ferro, quei popolari “strumenti” di difesa alla iattura. Il povero Rosario sfrutterà però in modo intelligente la cattiva fama che si è procurato, ribaltando la situazione. Chiederà infatti al giudice di poter apporre una tassa al suo passaggio in modo che non diffonda i suoi malefici. Una sorta di vendetta nei confronti della malvagità del prossimo.
Una novella per farci riflettere di quanto la superstizione a volte possa costare cara.