vi regalo un breve racconto scritto pensando ai segni zodiacali


Invito_Guarda_avanti_28-05-2013

zodiacoLoretta il venti di giugno…

Perché mai solo dodici segni tra i quali cercare quello più rispondente alle proprie aspettative?
Loretta era cresciuta tra costellazioni e aspetti planetari, tra simbolismi e previsioni, perché sua madre, appassionata astrologa, trascorreva ore a cercare attinenze e a ricevere molte persone ogni giorno, feste comprese, alla ricerca di risposte che non sapevano darsi da soli.
E quando sua madre, esausta dalle predizioni, si accasciava sul divano incaricandola di ricevere il denaro dei consulti, Loretta accomiatava i clienti con un sorriso malizioso, andando a nascondere subito il denaro in quel salvadanaio a forma di maialino. Domandandosi perché mai non esistesse un segno zodiacale nella nostra costellazione tanto augurale.
E come spesso i figli avvertono una ribellione nei confronti dell’opera dei propri genitori, così Loretta non faceva caso a quale segno i suoi amici migliori appartenessero, scordandosi persino di verificarlo una volta che il connubio si rompeva. Loretta odiava le statistiche, tanto più quelle zodiacali.
E riguardo agli uomini, giunta all’età in cui si abbandona l’adolescenza per entrare in quella più complicata dell’essere donna, Loretta si era convinta che non sono i segni zodiacali a identificare il comportamento degli uomini, ma le fasi nella loro conoscenza.
Eh sì, perché nel corteggiamento ogni uomo è timido per qualche ora, sincero per copione, generoso per stupire, un miscuglio di cancro, vergine e ariete per diventare, una volta riuscito a conquistare la femmina, geloso e abitudinario, come lo sono i leoni e i toro. Concludendo con un atteggiamento annoiato e spesso infedele , tipico di pesci e gemelli.
Così Loretta aveva deciso in cuor suo che sarebbe partita alla ricerca di un compagno che non fosse di alcun segno, libero da inquadramenti e da schemi zodiacali.
Ci mise diversi anni, attraversando nazioni, mentre sua madre da casa le propinava gratuitamente le coordinate per incontrare la persona a lei più confacente, elargendo premonizioni in base agli allineamenti dei pianeti. Tutta fatica sprecata perché Loretta, dopo i saluti cestinava le lettere o interrompeva le telefonate.
Forse, si diceva, se avesse incontrato un uomo dall’altro capo del mondo e non avesse voluto conoscere nemmeno il mese del compleanno, sarebbe stata libera di giudicarlo con obiettività, scrollandosi per sempre di dosso le conoscenze astrologiche acquisite e gli influenti collegamenti.
E quel mese di settembre il cuore di Loretta iniziò vagheggiare per Roy, un misto di razze dal sorriso smagliante e la gioia di vivere. Roy e Loretta iniziarono una vita assieme senza conformismi, nella più totale libertà; Roy non voleva conoscere il passato di Loretta né abbozzare l’idea di un futuro assieme, ma solo viverla fino a quando quel magnifico gioco non si fosse interrotto. Loretta riuscì quasi a dimenticare il motivo del suo girovagare per il mondo se non fosse stato per le missive di sua madre che si facevano sempre più insistenti, vedendo che Loretta non le dava un seguito.
Una sera Roy però non tornò a casa, in quel piccolo monolocale che a loro era parsa una dimora residenziale. Loretta sentiva che nulla era accaduto al suo Roy ma che le ragioni di quell’assenza fossero di altra natura.
Rimase tutta la notte rannicchiata, con l’orecchio teso a quella porta sgangherata che un ladro avrebbe potuto abbattere con una spallata senza fatica. Ma cosa c’era da rubare in quella casa? Quindi, nella tranquilla consapevolezza che nessun ladro sarebbe comparso, Loretta iniziò a riflettere, a ripercorrere mentalmente miglia e chilometri, aerei e treni, passaggi in auto di sconosciuti per arrivare al suo Roy. Del quale non sapeva nulla, nemmeno la data di nascita. No, non sarebbe caduta in quella trappola, ostinatamente ancora non voleva conoscerla ed evitare così di giudicarlo in base a quella scoperta
Anche la seconda notte Roy non tornò, e Loretta sempre più rannicchiata a domandarsi perché.
Dove cercare un fantasma, di cui non si conosce nemmeno il giorno della nascita?
Sei notti e sei giorni, nei quali Loretta ebbe modo di ricordarsi di quelle fasi dell’amore, che con tanta dovizia aveva individuato quando ancora stava con sua madre.
Poi sotto quella porta sgangherata vi trovò un biglietto nel quale la parola noia e infedeltà erano scritte con mano tremolante, indice di una temperamento debole e vigliacco.
Concludeva Roy: “oggi compio ventinove anni, scusami, ma voglio iniziare una nuova vita, addio Loretta”.
Era il venti di giugno: “un gemelli” non riuscì fare a meno di pensare la povera Loretta.
Aprì il cassetto dove qualche giorno prima, anziché stracciarla, aveva gettato l’ultima missiva di sua madre.
Una lunga e dettagliata descrizione, un accorato appello di una mamma che la metteva in guardia da mesi di non intraprendere amorose relazioni, perché i pianeti le avrebbero portato solo rovinose disfatte. Poi una nota: “giorno da dimenticare: venti di giugno”
Loretta raccolse quei pochi abiti e oggetti personali e decise di riattraversare l’oceano per tornare a casa; durante il tragitto avrebbe certamente acquistato per sua madre un nuovo salvadanaio a forma di maialino, perché ormai non aveva dubbi che lei fosse davvero una preparatissima astrologa e che quel maialino pieno di denaro fosse il giusto compenso.

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