un po’ di nostalgia … rileggendo il mio primo libro


Edoardo si sedeva, come sempre, alla scrivania della sua camera piena di fogli, di colori, poi metteva sul giradischi uno tra le centinaia di dischi che mamma e papà gli permettevano di acquistare e parlava, parlava di tante cose, mai di se stesso, di cosa provasse, di cosa avesse fatto od avesse in programma di fare. I capelli lunghi, tenuti apposta per mascherare forse quel difetto nello sguardo, la sigaretta tra le dita, non lasciava molto spazio ad Elisabetta, le si avvicinava per stringerla solamente e, chissà, forse per farla tacere, la baciava con tenerezza. Finivano sempre per amarsi, poi rimanevano vicini, poco vestiti, fumando, attenti ai rumori dell’ascensore che poteva arrivare al piano, portando i genitori di lui.

da “Due anni in un sogno”thumb-cropcrop-1354200905232-349215_copertina_frontcover_reader1

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