Un’ insolita lettera d’amore 1


Il cielo è particolarmente intenso oggi, non riesco a definire il suo colore, potrebbe essere azzurviolaceoroseo, insolito per una città come la nostra nella quale spesso ci scontenta.
Sai che non amo scrivere, ma mi ritrovo davanti a questa tastiera che pare invocare io usi le mie dita per dedicarti un pensiero, una lettera che si consegnerà da sola.
Come si può rivolgersi a chi non ha un volto? A chi nemmeno so se mi potrà leggere?
Eppure queste dita invecchiate scorrono, si ribellano, m’invitano a rivolgermi a te.
Quanti anni sono che ti ho rimosso, sì forse qualche volta, fuggevolmente, mi sei tornato alla mente, ma poi mi sono detta: “Chissà.. .chissà se davvero sarebbe stato, chissà se ora mi è vicino, chissà se è in collera con me?”
Dubbi ragionevoli sai, non privi di fede, ma ammissibili, concedimelo.
Ero giovane, impaurita ad affrontare la vita, figuriamoci a iniziarne una nuova.
E poi sei capitato così, all’improvviso, ribaltando ogni pronostico, lasciando attonite prima me stessa e poi mia madre, che mai avrebbe immaginato. Poveretta, che choc fu per lei, all’inizio.
Prendevo le misure, mi guardavo allo specchio, domandandomi se fossi proprio quella che avevi scelto.
“Andiamo, non essere sciocca, perché avrebbe dovuto proprio scegliere te?” mi ripetevo.
Ora, che la vita mi ha concesso un nuovo amore, una seconda prova, comprendo che avrei potuto amare e accettare anche te.
Ma non è andata così, purtroppo.
Hai deciso di lasciarmi, so che non è stata di certo colpa tua, forse non ti trovavi bene con me, certamente sentivi forte la mia paura di iniziare assieme un percorso che sarebbe poi stato indissolubile, una volta avviato.
Mi sento colpevole, sai, ed ecco perché le mie dita oggi corrono su questa tastiera, vorrebbero che riuscissi, attraverso questa lettera, a chiederti scusa, costringendomi ad immaginare come sarebbe mai stata la nostra vita.
Sento di confessarti ora di averti amato, da subito, al buio, ma di non avere mai osato sussurrartelo, quasi come se una premonizione mi avesse detto di non farlo, perché tanto il nostro legame non avrebbe potuto continuare.
Così, senza drammi e senza farmi male, te ne sei andato, dopo pochi giorni, intensi, nei quali ammetto ora che percepissi la nostra sintonia, pur essendone sorpresa.
Comprendo così perché oggi io mi ritrovi a dirti del mio amore, in questa giornata nella quale il cielo ha qualcosa d’insolito, che induce a ricordare, ad avvertire ancora la tua presenza. Ora so che ci sei tu, lassù nell’azzurviolaceoroseo, bambino mio, che, ricambiandomi amore, non hai voluto, in quel tempo della mia gioventù, farmi diventare mamma.
lacrime


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