Un breve racconto natalizio offerto da Daniela Vancheri


 

Era la notte in cui le stelle brillavano e la cometa guidava le genti alla capanna del bambino Gesù. Tutti avevano un dono per quel bimbo nato al freddo e al gelo: le donne portavano coperte da loro tessute, gli uomini riparavano come potevano la stalla, altri recavano acqua e frutta. Anche Mommo un vecchio pastore arrivato da lontano con il suo asino aveva portato un dono: delle forme di cacio.

Quando però si era accorto che sulle travi della stalla camminavano tanti topi si era preoccupato e aveva cercato un posto sicuro dove riporre il formaggio.
Mommo dopo tanto cercare aveva scoperto dei cespugli spinosi che gli erano sembrati un ottimo nascondiglio, questo però non aveva scoraggiato Pilli uno dei topini che non avendo doni per Gesù aveva deciso di rubacchiare un pò di quella leccornia.

Appena la notte divenne buia il topino si era precipitato nel cespuglio ma ecco che aveva sentito un terribile dolore; le spine lo avevano ferito e tanto sangue aveva bagnato le sue zampine e il formaggio rubato.

Liberatosi da quelle foglie spinose era corso alla stalla orgoglioso e felice, poi era tornato indietro per un altro pezzetto e ancora le punte avevano lacerato la sua pelle, le piccole orecchie e il musetto ma lui era così felice di avere un dono per il piccolo Gesù che quasi non sentiva dolore.
Pilli era sfinito; non si era accorto di quanto sangue avesse perso, lasciando gocce lungo tutta la strada. Debole e senza forze il topolino voleva rubare un terzo pezzetto ma si era accasciato morente nel cespuglio.

Poi un’intensa luce, un profumo di gigli, il volto di una donna vestita color del cielo ed ecco che le ferite si erano guarite e lui si sentiva benissimo.

Le tante gocce di sangue erano scomparse dalla strada, avevano preso vita e al sorgere del sole quei banali cespugli erano adorni di bacche rosse tra le foglie spinose.

E così mi piace pensare che quei bellissimi rami natalizi che compriamo per le feste di Natale si chiamino PUNGITOPO a ricordo del topolino che per amore e generosità ha sfidato le punte delle spine.

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