SAPER SCEGLIERE UN CONCORSO


Ecco, è terminato! Il nostro racconto, la raccolta di poesie o il romanzo al quale abbiamo dedicato ore, pensieri, magari lunghe ricerche è lì, giunto alla parola fine. Ripensandoci, quando lo abbiamo iniziato non avevamo idea di dove ci avrebbe condotto, forse nemmeno speravamo di concluderlo. Ma… e adesso? Che ne facciamo di lui? A meno che non possiamo vantare esperienze precedenti delle quali avvalersi per offrire al nostro testo la migliore destinazione, dobbiamo ammettere che non è facile capire cosa farne. Un buon metodo rimane quello del concorso, ma da usare seguendo alcune regole. Timidamente, come se entrassimo in una festa nella quale non conosciamo nessuno e dove non ci hanno invitato a braccia aperte, valutiamo prima di tutto se il concorso possa rivelarsi una buona strada sulla quale immettere la nostra creazione, una sorta di passerella dalla quale ricevere una valutazione.

Attenzione però: un tempo i concorsi erano noti, e pochi si sentivano davvero all’altezza di scendere nella loro arena, vuoi per timidezza, vuoi perché il premio letterario era considerato una nicchia per pochi già predestinati.
Oggi non è più così, lo si capisce dal proliferare di concorsi indetti da associazioni, biblioteche, circoli culturali, comuni di paesi piccoli e spesso lontani da noi.
Cominciamo allora a fare una cernita:
– Quelli distanti da noi: chiediamoci se siamo disposti a sobbarcarci le spese del viaggio nel caso venissimo selezionati;
– Quelli che prevedono la pubblicazione del vostro inedito: vi mettiamo in guardia su questo punto e vi invitiamo a leggere bene il regolamento per essere certi che no vi vengano fatte poi altre richieste economiche
– Quelli che promettono citazioni su riviste specializzate: appurate quali sono e quanti le leggono. Immaginate insomma se, venendo citati, gioverebbe alla vostra notorietà.
– Analizzate da chi è composta la giuria che leggerà il vostro testo e vi selezionerà oppure vi scarterà: cerchiamo di capire se si tratta di personaggi preparati dal punto di vista letterario e già esperti nei parametri di valutazioni;
– Quelli che richiedono un contributo: si o no ? Per prima cosa calcolate che cifra spendereste inviando a più concorsi. Qui ci sentiamo di mettervi in guardia senza crearvi panico.
Ricordo che anni fa, ancora inesperta, mi iscrissi ad un concorso che richiedeva una piccola quota (10 euro) giustificata come spese di segreteria. Sembrava tutto molto regolare dato che avevano anche il patrocinio di un Comune del Nord Italia. Ebbene, dopo due mesi dalla data nella quale avrebbero dovuto comunicare i finalisti, scoprii che il concorso non aveva alcun fondamento, era stato solo organizzato per intascare dai partecipanti le quote. A parte questo, immaginate che frustrazione, per me come per mille altri, tentare inutilmente di mettersi in contatto con l’organizzatore, e soprattutto dover accettare la disonestà anche in un campo nel quale dovrebbero essere da esempio solo sani principi e buoni ideali, in modo che la cultura e l’arte si innalzino a purezza.

Dopo queste necessarie verifiche (e siamo certi che la vostra lista di concorsi si sarà ristretta moltissimo), procediamo nel cercare di comprendere il tema, se viene richiesto, di ogni contest; poi analizziamo con la maggiore obiettività possibile se il nostro racconto o libro abbia le caratteristiche per essere incluso tra i finalisti. Ci accorgiamo che non c’entra nulla? Desistiamo! Nel caso invece il tema sia libero, leggiamo i titoli dei testi scelti negli anni precedenti e magari le valutazioni della giuria. Ci aiuteranno forse a capire l’orientamento del promotore del concorso.
Bene, quanti ne restano in gioco?
Due soltanto?
Ultimo approfondimento se potete:
Esistono forum dove gli autori si scambiano i loro dubbi e le loro esperienze. Vi invitiamo a verificare se è stato pubblicato qualcosa in merito al concorso al quale state affidando la vostra creatura.

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Tutto questo non lo abbiamo scritto per demotivarvi, bensì per proteggervi da delusioni e anche, purtroppo, perdite di tempo o, quel che è peggio, di denaro.

Leggete bene i regolamenti, leggete tra le righe, vogliate il meglio per il vostro testo. Preferiate sentirvi rispondere,da persone competenti, che avete ancora molta strada da fare, piuttosto che ricevere elogi da chi usa i concorsi per fare cassa.

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