QUANDO LA SCIENZA AFFASCINA LA CULTURA


L’Associazione culturale “#mifacciodicultura” ha permesso che a Milano, presso la libreria Open di Viale Montenero 6, si tenesse la prima lectio magistralis “ALLA SCOPERTA DEL CERVELLO” di Virgilio Ferruccio Ferrario, Professore universitario di Anatomia Umana, alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano.

Il professore, che si è trovato davanti ad un pubblico disomogeo (ben diverso quindi da quello omogeneo degli studenti universitari) ha saputo coinvolgere la propria platea tenendo la prima lezione sul cervello, forse l’organo più affascinante e, per alcuni aspetti, ancora misterioso.
Percorrendo le lunghissime fasi evolutive (la cosiddetta ominazione iniziata otto milioni di anni fa) ed arrivando alla condizione di bipedia che ha costituito il punto di svolta dell’evoluzione stessa, l’uomo si è trovato eretto, con la mano svincolata dalla locomozione, con l’abbassamento della laringe (che gli ha permesso la fonazione rispetto agli animali) e che di conseguenza gli ha modificato il cranio (aumentandolo) e differenziandolo in modo definitivo da quello animale.

Il professor Ferrario ha poi citato una massima di Ippocrate (V sec.A.C.) che ci piace riportarvi perché attualissima:
Gli uomini devono sapere che da niente altro se non dal cervello deriva la gioia,il piacere, il riso, il divertimento, il dolore, il pianto e la pena… e attraverso essi noi acquistiamo la conoscenza e la capacità critica e vediamo e udiamo e distinguiamo il giusto dall’errato.
Insomma la nostra parte cognitiva è collegata indissolubilmente alle emozioni.

E la nostra curiosità (che, ci viene da pensare, ci ha permesso di evolvere) è il catalizzatore di conoscenza.
Il nostro cervello è quindi un insieme complesso, costituito da tante parti che tuttavia prese singolarmente non avrebbero vita, ma che sono in grado di adattarsi e cambiare in seguito all’esperienza. Quindi la differenza tra noi e gli animali sta nella conoscenza collettiva, possedendo noi meccanismi di archiviazione e trasmissione della conoscenza stessa.
La scrittura ad esempio è un meraviglioso meccanismo di trasmissione.
L’uomo moderno vanta strumenti di conoscenza che si moltiplicano in maniera esponenziale, che lo porteranno a livelli tanto sofisticati producendo dei cambiamenti imprevisti… che forse non saranno più controllabili. In questo momento ad esempio è l’essere umano che modifica l’ambiente (e non il contrario come è avvenuto nel passato), quindi ne desumiamo che l’evoluzione culturale interferisce sullo sviluppo.
Attraverso il sistema nervoso codifichiamo e decodifichiamo gli stimoli e modifichiamo l’energia ambientale.

Quello che davvero affascina del nostro cervello è sapere che esso, malgrado elabori dati in modo più lento rispetto ad un computer, è in grado di lavorare in parallelo rispetto ad esso, che invece, seppur velocissimo, lavora in modo seriale e quindi con infinite minori capacità.

Non vogliamo di certo provare a riassumere la lezione del Prof. Ferrario (perché non saremmo in grado di farlo), ma solo citarla per dare alla cultura (una volta di più) il suo merito ed in particolare alla scrittura che ci ha permesso, anche in queste poche righe, di divenire suoi umili sostenitori.

E proprio perché la curiosità ci permette di evolvere non vogliamo perderci la prossima lectio magistralis su questo misterioso cervello che ci sta in testa.

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