Print on demand… a piccole dosi


Editoria a pagamento? Non scherziamo!
Ormai tutti gli scrittori, poeti, narratori, legali concordano sul fatto che non si dovrebbe versare un euro per vedere pubblicate le loro opere.
Eppure… molti ci cascano ancora. Questo accade alle “tipografie” (perché altro non sono) che si spacciano per case editrici. Ormai si spera che tutti gli autori ne stiano lontani e non regalino centinaia di euro per copie che finiranno in cantina assieme a sogni di gloria!
Però vi sono altri casi, meno gravi, di pubblicazioni a pagamento.
Quali?
Oggi moltissimi volumi sono pubblicati nella versione ebook, quindi gratuiti. E fin qui lo scrittore è in pace con se stesso e con la casa editrice digitale che lo ha messo on line.
Ma dopo che accade?
Spesso nasce la necessità di avere lo stesso titolo anche in carta. E già perchè la carta continua a piacere, serve all’editore che partecipa alle fiere di settore, serve all’autore che lo deve omaggiare o lasciare al libraio per convincerlo ad accettare nei locali una presentazione, insomma serve. Ed ecco che l’autore è costretto dalle circostanze ad acquistare un numero, anche esiguo, di copie dall’editore (pagandole circa un 30% in meno del prezzo di copertina).
Se sarà fortunato magari ne venderà anche qualcuna (con grande fatica e rientrando dalla spesa sostenuta) altrimenti quell’importo andrà a decremento della soddisfazione iniziale di vedere pubblicato il proprio libro. Sappiate che molte librerie non accettano autori che abbiano acquistate copie a qualunque titolo e che per quelle librerie l’esordiente rimane una sorta di emarginato del mondo letterario.
Ma dove sta la soluzione per evitare tutto ciò?
1) Accettarlo:
– fino a quando sei comunque rassegnato nel pagare per le copie di carta, ma appagato nello stringerle tra le mani;
– fino al momento in cui, l’editore che ti ha pubblicato gratuitamente l’ebook e vendute copie del cartaceo, diventi tanto solido e inizi a comportarsi come le Case Editrici Note non richiedendo più alcun contributo per la stampa;
2) Rinunciare:
– al cartaceo, facendosi promotore attivo del solo ebook
– fino a quando una Casa Editrice Nota non si degni di leggere il tuo manoscritto e acconsenta a pubblicarlo assumendosene i costi (ma potresti attendere una vita intera).
Nello spirito di libertà che dovrebbe caratterizzare ogni nostra azione, non mi sento di demonizzare chi vuole vedere le proprie fatiche realizzate anche in carta ma nemmeno le piccole case editrici digitali che cercano di farsi spazio nello spietato mondo letterario (auspicando comunque che non lucrino sul costo copia e soprattutto che non puntino sul fatturato derivante dalla vendita di copie, altrimenti sarebbe molto triste per gli autori e dovrebbero essere fatti rientrare nella pessima categoria “tipografie travestite da case editrici”)

Il print on demand, a piccole dosi quindi, costituisce oggi un ponte “accettabile”, una sorte di mano tesa tra chi scrive, chi pubblica e chi legge.

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