Pillole letterarie: cos’è un epigramma


Spesso ci accade di leggere brevi frasi che ricordano una persona, un momento particolare di vita, un evento oppure un luogo. Ecco, questi brevi componimenti, che chiamiamo epigrammi, hanno origine greca, precisamente fiorirono in età greca arcaica, e sono nati come iscrizione sulle pietre tombali per ricordare i defunti. Si sono evoluti in età ellenistica e, nell’antica Roma, autori noti come Catullo e Marziale hanno dedicato parte della loro produzione a scriverne di bellissimi, trasformandoli in testi carichi di passioni, dei veri e propri piccoli ritratti di vita quotidiana. Con Marziale (nato nel 38 d.C) infatti, autore latino che ha focalizzato tutta la sua produzione poetica sul genere degli epigrammi, possiamo leggere versi che ci tratteggiano, come fossero miniature, vivaci scenette ambientate a Roma che appaiono ancora attuali, pur se appartenenti alla vita imperiale ai tempi di Nerone e di Tito. Non mancano spunti arguti, sagaci, comici e anche licenziosi che confermano la preferenza comico satirica di Marziale. Non a caso Marziale è stato apprezzato dal Boccaccio come il miglior poeta latino assunto a modello per la composizione degli epigrammi. Ancora una volta è interessante riscontrare il parallelismo tra i tempi antichi e i nostri, che devono quindi molto alla storia.

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