“Pappagalli verdi” un infame gioco di guerra


Oggi Parole ad hoc vuole suggerire una lettura forte che farà riflettere  molti e sussurrerà alle nostre coscienze.

Pappagalli verdi scritto da Gino Strada, uno dei fondatori di Emergency non è un libro ma un atto d’amore. Quello cioè di un chirurgo che offre da anni la propria professionalità, per salvare le vittime di quelle guerre di cui noi, dalla parte fortunata del pianeta, conosciamo poco, sentendone parlare alla televisione o leggendone qualche articolo nelle pagine di politica estera sui giornali.

Gino Strada lo ha definito “cronache di un chirurgo in guerra”, io aggiungerei che siamo davanti al diario di un uomo cui non manca il coraggio di vivere e di combattere per la vita, quella degli altri però. Vi sono narrati episodi intensi, vissuti nei territori del Baluchistan, dell’Iran e dell’Iraq, ma anche nella più vicina Sarajevo, nel Kurdistan, nel Ruanda, dall’Africa al medio Oriente fino alla Thailandia e alla Cambogia. Nomi di stati che per noi rappresentano dei puntini sulla carta geografica ma dei quali non riusciremmo a immaginare la povertà, la disperazione e la paura. E attraverso queste brevi cronache, leggendole d’un fiato una dietro l’altra, ci si accorge di quanto la nostra vita sia lontana e piena di abbondanza, a confronto di chi, ogni giorno e a qualunque età, deve fronteggiarsi con la guerra. Una guerra, sempre, che non fa distinzioni, di età, di sesso, ma che colpisce e dilania, anche lo spirito.  In queste pagine cariche di preoccupazione, senso di responsabilità da parte di questo temerario chirurgo e del suo staff, a volte improvvisato, si percepisce l’amore, quello fraterno, che noi abbiamo scordato. Non è un eroe Gino Strada, è un medico che sa davvero quale sia il valore della vita e della dignità. Quella dignità che descrive anche nei bimbi, mutilati, che non perdono la speranza di sorridere, che non hanno metri per misurare la felicità, perché per loro è già sufficiente essersi salvati. E poco importa se hanno un solo occhio, o hanno perso gli arti, a causa delle mine antiuomo seminate dai signori della guerra, loro sono riconoscenti all’aiuto che ricevono, alle sale operatorie spesso anch’esse nel mirino dei guerriglieri, che li hanno salvati in extremis. Credo che Pappagalli verdi dovrebbe essere letto dovunque si annidino focolai di populismo e razzismo pericolosi alla continuazione della specie. L’uomo poi, padre e marito, completano l’aspetto umanitario di questo bellissimo libro, che regala maggiori emozioni di un romanzo scritto dal miglior narratore.

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