Oggi vi segnaliamo Flashback, romanzo di Vito Ditaranto recensito da Maria Sabina Coluccia


Scrivere di alieni è difficile. Bisogna prima averli visti, interiorizzati in una immagine mentale, poi si può provare a collocarli nella nostra realtà terrestre. Scrivere di alieni è meno difficile, se in qualche modo essi appartengono già all’immaginario dello scrittore, per motivi che retano ai comuni mortali sconosciuti. Per noi lettori sapere se Vito Ditaranto, autore anche di V.I.T.R.I.O.L. -l’artigliatore e di V.I.T.R.I.O.L. Cailleach, abbia incontrato realmente gli alieni oppure no, non cambia comunque la sostanza della faccenda: Flashback è un piatto gustoso, che Vito Ditaranto ci offre come antipasto di apertura, cui seguono portate ancora più saporite. Flashback, techno thriller, come lo ha definito l’autore stesso, è un misto di fantascienza e brivido. Pubblicato lo scorso anno, si trova su Amazon e intriga parecchio. Ambientato in una tranquilla città del Sud Italia, Martina Franca, baciata per la maggior parte del tempo dal sole, stende subito un velo di mistero sulle abitudini dei suoi abitanti, avvezzi al ritmo rassicurante delle piccole cose quotidiane, che improvvisamente escono dalla normalità. Cosa succede di tanto strano e misterioso? Arrivano gli alieni. Ma in modo discreto, difficili da individuare, con intenzioni tutt’altro che rassicuranti. Sarà Gabriele Santoro, uno scricciolo di ragazzino di soli tredici anni a scoprire il pericolo che incombe sulla sua città, e a suo dire su tutta l’Italia, se gli alieni non verranno fermati. La trama non ve la raccontiamo, sennò non ci sarebbe gusto a leggere questo bel thriller fantascientifico, però alcune domande su cui riflettere, che pone direttamente l’autore sì, quelle ve le offriamo per ragionarci insieme.

Cosa è alieno e cosa non lo è, per esempio. Immaginiamo gli esseri provenienti da un altrove galattico, come noi, o totalmente diversi? Di solito questi esseri vengono immaginati in forma umanoide, perché l’uomo non riesce a raffigurarsi qualcosa che non conosce. E infatti gli alieni di Martina Franca hanno sembianze umane, sono i signori Corvo, appena trasferitisi nella cittadina pugliese. Umani, fino a un certo punto. E questo lo scoprirà il giovanissimo Gabriele. Fantasia e realtà si intrecciano, si sovrappongono, assorbono il lettore, lasciandolo sempre con un filo di ansia, con la classica domanda “e adesso che succederà?”

“Non ho mai creduto molto alla realtà, spesso essa sta alla fantasia come i paletti di legno ai vampiri”. È con questa premessa che Vito Ditaranto ci introduce in Flashback, che già nel titolo contiene il senso di tutto il romanzo. Flashback è infatti il modo in cui gli esseri adimensionali, privi di una loro dimensione specifica, compaiono sulla scena di Martina Franca, tramite lampi di luce. E per rendere meglio l’idea l’autore richiama alla memoria la poesia Il lampo, di Giovanni Pascoli. Il lampo di Ditaranto annuncia l’arrivo degli extraterrestri, ma per fortuna il giovane Gabriele, dotato di un quoziente intellettivo notevole e di qualità psichiche non indifferenti, riuscirà a rimettere le cose a posto. Alieni umanoidi, questi che incontriamo tra le pagine di Flashback, che vogliono appropriarsi dell’energia dei Terrestri. Alieni capaci di muovere a piacimento l’anima di chi gli sta di fronte, giocarci a scacchi, quasi in un gioco perverso di potere. Cose dell’altro mondo? Cose che possono fare solo esseri diversi, composti di altro materiale genetico e dotati di capacità per noi impensabili? No, i vampiri energetici li abbiamo incontrati tutti, almeno una volta nella vita. Sono quelle persone che ci stanno vicino per sfinirci, stancarci, deprivarci della nostra energia personale. Aldilà della fantascienza, sempre affascinante perché stimola la mente, Flashback è un romanzo che fa riflettere sull’essere umano, sul diverso, sulle infinite possibilità, non sempre idilliache, che ci possono attendere, se abbiamo il coraggio di guardare oltre al già noto e rassicurante universo personale. Molti sono i riferimenti alla magia e alle tradizioni mitologiche ed esoteriche dell’umanità. La stessa scelta dei nomi dei personaggi non è casuale. La cornacchia, che presta il nome alla famiglia Corvo, è per esempio presso i nativi americani, custode di grandi misteri, capace di trasgredire le leggi di questo mondo. E con Flashback la trasgressione è assicurata. Fortemente consigliato e da leggere con occhi aperti sull’invisibile.

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