Oggi recensiamo “La virtù femminile” di Harumi Setouchi (ed. Neri Pozza)


Un romanzo complesso, lungo, che tuttavia si lascia scorrere senza diventare pesante malgrado il tempo necessario per la lettura delle sue quasi seicento pagine. Una storia affascinante, molto lontana dalla nostra cultura e che provoca nel lettore emozioni ma anche molte perplessità. L’ambientazione è quella del mondo delle geishe, in Giappone, di cui conosciamo, attraverso questa lettura, il rovescio della medaglia, che ci trascina in un mondo di lussuria, gerarchie, riti e sofferenze, imposti da un mondo maschile dominante e facoltoso. Bella la figura di Tami, la protagonista, venduta ragazzina ad una casa del tè abile nel conquistarsi fama e notorietà, oltre ad un incredibile valore commerciale. A che prezzo però? Quello della propria felicità, che rincorrerà fino alla maturità tra falsi amori, ribellioni ed esperienze umane toccanti. Ma il lieto fine c’è ed è quello da lei  finalmente raggiunto nel diventare una monaca, un percorso agognato e conquistato. Belle le decsrizioni, dei colori, dei personaggi e degli stati d’animo. Per chi desidera avvicinarsi a un mondo femminile, impensabile ai giorni nostri come donne occidentali, questo romanzo ha comunque qualcosa da regalare e trasmettere: la virtù femminile è in grado di emergere anchè la dove viene imprigionata.

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