Oggi recensiamo “Il mondo alla fine del mondo” di Luis Sepulveda


Il mondo alla fine del mondo – Luis Sepulveda

Un romanzo accusa questo di Sepulveda, scrittore cileno, membro dell’equipaggio di Greenpeace il quale, proprio grazie a quella precedente esperienza, ha voluto sensibilizzare l’opinione pubblica sullo sterminio che uomini crudeli e bramosi di arricchirsi, perpetuano ai danni di balene e cetacei che dovrebbero vivere invece indisturbati nei mari senza il pericolo di essere braccati e barbaramente uccisi. Ma “Il mondo alla fine del mondo” è anche un romanzo che mette in guardia quell’uomo cacciatore e spietato, dal sopravalutare la forza delle sue armi e ritenersi invincibile. L’intelligenza e il senso di giustizia di quegli animali divengono infatti, nella narrazione di Sepulveda, la loro fonte di riscatto e salvezza. Incisive le descrizioni e lo stile con il quale, in pochi capitoli, lo scrittore dipinge scenari e paesaggi, regalando la visione di un film avventuroso a chi lo legge.

Sinossi:

Ismaele, esule giornalista cileno, sospetta che la nave giapponese Nishin Maru non sia stata effettivamente demolita come si è tentato di far credere, ma continui in modo anonimo a solcare le acque nello stretto di Magellano. Il protagonista decide così di partire per raggiungere il punto nel quale intercettarla, per riuscirvi verrà aiutato da Jorge Nilssen,capitano della Finisterre, il quale conosce la verità sulla nave officina giapponese e lo condurrà così nei mari dove essa opera indisturbata e in anonimato; questo avventuroso viaggio fornirà la conferma definitiva che i sospetti iniziali fossero più che fondati. Lasciamo però a chi legge il gusto di scoprire come.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA *