Oggi recensiamo Dolore (di Zeruya Shalev – ed. Feltrinelli)



Un’altro esempio letterario israeliano che deve essere assolutamente considerato una tra i migliori al mondo. La scrittice Shalev in questo romanzo analizza il susseguirsi dei pensieri che ognuno di noi ha, anche se in modo inconsapevole. Mentre lei abilmente li spezzetta come fossero tanti fotogrammi per poi riassemblarli e comporre la storia. Una storia comune, famigliare, densa di ricordi, silenzi e dolore, che conducono all’incomprensione e alla divisione. L’amore della protagonista per la propria figlia, spazzerà via ogni dubbio, facendole accantonare le proprie necessità femminili, per privilegiare il bene della ragazza. E così anche il ricordo dell’amore perduto, quello giovanile e mai dimenticato, Eitan ripiombato nella sua vita matrimoniale priva di emozioni, si trasforma in un palcoscenico di ricordi che non riesce a divenire realtà. Il dolore è il protagonista di questo romanzo sublime, che viene utilizzato per esserne il filo conduttore ma anche la sua soluzione.

Sinossi
Iris, madre di due figli, Alma, la maggiore, ed Omer, il ragazzo, è totalmente assorbita dal proprio lavoro alla dirigenza di una scuola. Vittima di un attentato che le ha procurato un profondo dolore fisico e morale, incontra casualmente Eitan, l’amore giovanile che l’ha fatta soffrire, sino a desiderare la morte, per averla lasciata. Il loro ritrovarsi mette maggiormente in crisi la propria vita matrimoniale con Michi, marito assente e poco passionale, del quale teme un antico tradimento. L’incontro con Eitan permetterà a Iris di ripercorrere il proprio dolore e gli antichi ricordi, portandola quasi a decidere di riviverli, a scapito della famiglia tenuta assieme tanto faticosamente. Ma la scoperta che Alma, la figlia, plagiata da un uomo che la sta allontanando da loro genitori e dal proprio futuro, fanno sì che Iris accantoni i propri desideri per dedicarsi a lei.

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