Oggi recensiamo “Come il mare ad occhi chiusi” di Elena Grilli


Ancona: il luogo del delitto.
La vittima: un barista, ucciso da un proiettile in fronte.
L’enigma: segni sulla mano della vittima.
Sospettati: la moglie della vittima e una vecchia conoscenza della polizia, detto il Patacca.
Poi vi sono Dalia, una giovane che si diverte a giocare chattando, e Byron, un’apparizione che avrà il suo peso nella storia.

Senza ombra di dubbio si può definire questo giallo una scoperta, sia per lo svolgersi della vicenda che fuorvia il lettore inizialmente per poi aiutarlo a ricostruire (con grande bravura dell’autrice) tessere di un mosaico di cui non si poteva immaginare il disegno iniziale.
La Grilli sa descrivere ogni situazione, dalla più scabrosa a quella più classica nel linguaggio del genere, in maniera davvero encomiabile. Riesce a risultare divertente e sfrontata, proprio come un’autrice moderna, senza fronzoli ma diretta; ma sa offrire anche il ragionevole dubbio nel lettore e quella suspence mai scontata. Il linguaggio e la forma sono buoni, non vi sono pause narrative nè dejà vu. Le pagine scorrono veloci e la storia incuriosisce ad ogni capitolo. L’epilogo è da manuale di criminologia, offrendo dettagli e spiegazioni ineccepibili. Un giallo ben congeniato che consigliamo di leggere con attenzione.

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