Oggi recensiamo “Cesare il conquistatore” ultimo romanzo di Franco Forte


Alle sorgenti della vita

Cesare il Conquistatore Franco Forte (Mondadori)

Una storia moderna e attuale, malgrado sia ambientata nel lontano 30 a.C., è questa raccontata da Franco Forte, il quale, con grande talento narrativo, ci ripropone il desiderio umano dell’immortalità, facendolo attraverso miti antichi, famosi sì, ma condannati a non poterla ambire in quanto umani. Lui, il protagonista indomito, è Gaio Giulio Cesare, dittatore di Roma e, da sempre, innamorato di Cleopatra, l’affascinante e intelligente regina d’Egitto. Assieme al filosofo Marco Tullio Cicerone, i tre personaggi ormai maturi e consapevoli dell’età che avanza, decidono di scendere nell’oltretomba, nel regno governato da Plutone, per strapparne l’immortalità. Per poter affrontare una tale impresa, Cesare ha dovuto però fingersi morto, dopo la congiura delle Idi di Marzo, aiutato dalla complicità di Marco Antonio. L’amicizia tuttavia non è anch’essa eterna e, anche in questa storia, verrà tradita dallo stesso Marco Antonio, il quale si metterà sulle tracce di Cesare, di Cicerone e dell’amata Cleopatra, facendoli inseguire da un tribuno, Servio Primicero, a cui affiderà il compito di debellare la spedizione “Legio Caesaris”. Una serie di colpi di scena si alterneranno in tutta la narrazione, che si svolge in una terra d’Egitto difficile, lungo il fiume Nilo, sconosciuto da un certo punto anche alla stessa Cleopatra, e giù nelle acque dello Stige, ma non è questa la sede per svelarne nemmeno una parte. Ci piace sottolineare invece la innegata capacità descrittiva dello scrittore, che sa costruire un film sulla carta, avvincendo il lettore e mantenendolo incuriosito fino all’ultima riga, fino a quando cioè  giungerà all’epilogo dell’avventura incredibile dei suoi personaggi. Abbiamo apprezzato anche le pennellate caratteriali con le quali Franco Forte ci rende vivi e vicini i protagonisti, quasi materializzandoli, dandoci l’illusione di essere al cospetto di Cleopatra e di poterla toccare oppure di farci sentire intimoriti dalla personalità carismatica di Cesare o di scoprire un Cicerone ben diverso da quello tramandato e studiato. E’ una pellicola che intimidisce, tiene con il fiato sospeso, fa parteggiare per le squadre avverse, ma fa anche riflettere sull’immortalità e sul suo significato. “Uno solo ne resterà” sembra una maledizione che già abbiamo ascoltato nel passato quando la mitologia ci ha messo in guardia, sarà verò? Il romanzo di Franco Forte lascia aperta la questione. Da leggere e gustare, proprio come sul grande schermo.

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