Oggi recensiamo “Buskashi” Viaggio dentro la guerra di Gino Strada


Viaggio dentro la guerra -

Buskashì – Gino Strada (Univ.Econ. Feltrinelli)

Tutto ha inizio il 9 settembre del 2001 con l’assassinio del leader Ahamad Shah Massud, due giorni appena prima l’attentato alle torri gemelle di New York. Gino Strada , chirurgo di guerra che ormai tutti conoscono e stimano, in questo libro racconta con grande forza descrittiva le difficoltà, ma anche le paure che lui e i suoi collaboratori hanno dovuto affrontare per entrare in Afghanistan, terra abbandonata da tutti e con i confini chiusi. Riportiamo un brano tratto dal libro per far comprendere ai lettori il suo pensiero, analizzando la situazione dai diversi punti di vista, sociali, politici e umani.
Mentre tutti agivano nel giusto, per la causa, i cittadini afgani venivano uccisi. Quasi due milioni. Mutilati e invalidi, almeno altrettanti. Costretti a fuggire, oltre quattro milioni…. E allora, nonostante tutti abbiano agito in difesa della civiltà e della libertà, della religione e della patria, del mercato e della democrazia, nonostante tutti abbiano agito per “il giusto”, non è stato giusto“.
Il suo pensiero è ancora una volta un urlo di protesta verso le ingiustizie dei governi, la cattiva informazione dei media, la lontananza delle popolazioni non coinvolte. Perchè Gino Strada non si limita a essere un chirurgo e portare solo (si fa per dire) la propria esperienza, lui crede in ciò che fa, fino a scontrarsi con chi lo vorrebbe confinato al suo ruolo. Intervenendo dove c’è bisogno, piantando ospedali dove la guerra non vorrebbe riconoscere diritti umani, lui si impone, perchè tutti gli uomini sono uguali, senza bandiere. In questo brano ecco un breve estratto del suo pensiero :: “C’è chi ritiene che noi, medici e infermieri che lavoriamo in zone di guerra, dovemmo limitarci a fare interventi chirurgici e medicazioni, senza pensare nè prendere la parola. Mi dicono dall’Italia che qualcuno ha preso ad attaccare pubblicamente Emergency con vigore esattamente per questo motivo, perchè abbiamo detto no alla guerra.”
L’uomo, oltre che il medico, è fermamente convinto che tutto il mondo si stia muovendo nella direzione sbagliata, parlando cioè di guerre, e non insegnando già ai bambini cosa sia la pace. Dice infatti. ” L’educazione alla pace, a esempio, dovebbe diventare materia obbligatoria in ogni scuola. Particolarmente in questi tempi. Invece si studiamno le guerre – perlopiù memorizzando battaglie famose – ma non si studia mai la pace”.
Gino strada arriva a Kabul, attraversando il fronte con i bombardamenti in atto dove finalmente può portare il suo grande aiuto umanitario, a chiunque ne abbia bisogno. Conclude con una bellissima email a Cecilia, sua figlia, inviata poco prima di rientrare in Italia, ma chiude il libro con “la Dichiarazione universale dei diritti umani“. Chi, diciamo noi, meglio di lui conduce una vita coerente con quanto in essa enunciato?
Un libro da leggere, assolutamente, sapendo che, acquistandolo, si acquisirà una visione diversa degli eventi di guerra, da quella che, molti di noi, hanno.

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