Maria Sabina Coluccia intervista Elena Grilli, vincitrice del Premio Giallo Indipendente


Ha l’aria tranquilla della ragazza di campagna che ispira fiducia, con il suo sorriso solare e aperto. Te la puoi immaginare mentre tira la sfoglia, spianatoia, farina, uova e matterello, impegnata in qualche sana ricetta casalinga marchigiana. Invece è una Sherlock Holmes in gonnella, pronta a tirar fuori la sua lente di ingrandimento, e con il dono della penna facile, abbinata a una buona mente investigativa. Il risultato è che questa simpatica ragazza, professione psicologa, ha sorpreso tutti arrivando prima al Premio Giallo Indipendente, il 20 maggio scorso, a Torino. L’evento rientrava nel programma ufficiale Salone Off – Salone Internazionale del Libro Torino 2017. Elena Grilli, marchigiana, si è classificata prima con il suo Come il mare ad occhi chiusi, editto per la casa editrice E.E.E. nel 2016 ed è stata premiata nel corso di una cerimonia ufficiale presso la libreria Belgravia, a Torino. Un premio sognato ad occhi aperti, desiderato, ma ritenuto quasi irraggiungibile.

“È la prima volta che mi sento riconosciuta sul piano della scrittura professionale – ci confessa commossa – valutata da una giuria di qualità. Ora devo ricordarmi che non sono più quella che scriveva per puro diletto personale. Vincere questo premio mi ha regalato maggiore consapevolezza delle mie capacità, e ciò è importante per una come me, alla prima esperienza di pubblicazione”. Come il mare ad occhi chiusi è piaciuto perché è un giallo che spiazza. “Il lettore di gialli felice è quello che perde la sfida con l’autore – spiega la Grilli – e con questo giallo la perde di sicuro. Scrivere un giallo non è facile. La difficoltà più grande è trovare l’equilibrio tra capacità di depistaggio e trasparenza. Un giallista non può permettersi di essere ingenuo, non può essere smascherato prima di arrivare all’ultima parola dell’ultima pagina. Deve creare mistero”.

Elena Grilli sta lavorando già al suo secondo romanzo. “Il riscontro positivo avuto con il premio Giallo Indipendente mi rinforza e spinge a continuare a scrivere – conclude – con maggiore determinazione. A chi inizia ora a cimentarsi con la scrittura di questo genere, dico solo di farlo come un gioco, per piacere personale. Pensare di iniziare a costruire trame di gialli aspirando a diventare autori di best seller può essere molto frustrante”. Ingredienti fondamentali per la buona riuscita di un giallo? “Puntiglio ossessivo per il dettaglio – confida – e attenzione molesta a particolari che sembrano irrilevanti”. Mescolare con cura, agitare bene e il giallo è servito.

(Maria Sabina Coluccia)

 

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