Le streghe esistono?


C’era una volta … una strega cattiva
I capelli neri, lunghi, ben pettinati, ogni giorno in modo diverso, come gli abiti, fatti su misura o, certamente, acquistati in quelle botteghe che i francesi chiamano boutique conferendo un tocco più raffinato al capo da indossare.
Mi domandavo se fosse bella, ma non sapevo mai rispondermi malgrado avesse tutte le carte in regola per essere definita tale. Aveva una presenza invadente, questo sì. Persino il passo era pesante per me, mentre per gli altri si trattava di un buon passo deciso.
Di decisione ne aveva poca tuttavia. Solo quella apparente di voler dominare, di annunciare il proprio arrivo e intimorire. Io, ciononostante, continuavo a sentirla solo invadente.
E la voce? Ah quella poi, studiata per ottenere consensi e alleanze, modulandola come un attore alla scuola di recitazione, ma acida e stizzosa quando la sua vera natura si rivelava.
Urla, offese, volgarità e diventava così la strega cattiva. Ancora più antipatica di quella delle favole, perché lì, almeno, il ruolo era subito chiaro. Cattiva e basta.
E non come lei, che si camuffava signorile, intelligente, affabile rivestita da quegli abiti di boutique e accessori costosi.
O si è strega o non lo si è, insomma.
Dovevo dirglielo, a qualunque costo. Non ho mai sopportato la falsità e dovevo così smascherarla.
Sì, ma chi ero io per dirglielo? Bè, innanzitutto uno dei suoi bersagli preferiti, quindi mi sentivo autorizzata a ribellarmi.
La lasciai per mesi a crogiolarsi nel suo ruolo, di donna vincente e giusta. La lasciai sbraitare e credere di avermi sottomessa, come fossi una delle sue paia di scarpe che considerava strumentali alla propria personalità.
Poi, decisi. I nostri ruoli avrebbero dovuto confrontarsi, non invertirsi per carità, ma solo specchiarsi, un attimo, quel tanto che mi sarebbe bastato per dirle che era una strega e non una bella persona.
E senza congetture entrai da lei, con la mia solita aria umile che detestava ma che la faceva sentire potente.
Poche parole, quasi sussurrate, lo sguardo parallelo al suo. E la strega si sgonfiava, come un palloncino cui hanno tolto l’aria per una piccola minuscola falla. Quella falla ero io, ma sufficiente per farla afflosciare.
Non una reazione da parte sua, forse per la prima volta un leggero rossore sul suo viso, un make up naturale questa volta.
Ho imparato che non bisogna avere paure delle streghe né dei vampiri che vogliono rubarti la personalità.
Ho capito che ognuno di noi ha tanta forza se persegue la giustizia e che streghe e vampiri altro non sono che prove da superare.
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