Intervista a Sonia Scarpante che ci racconta cosa si intende per scrittura terapeutica 2


Scrivere è un toccasana, anzi è terapeutico.


– Buongiorno Sonia, ci racconta come abbia scoperto che la scrittura possa diventare un mezzo di guarigione, una terapia insomma?
– Buongiorno e grazie della bella opportunità di spiegare cosa rappresenti per me questo potente mezzo.Infatti è proprio attraverso la narrazione autobiografica che ho imparato a svelare me stessa nelle profonde sfaccettature che mi compongono, ho imparato a sanare le relazioni affettive, a sciogliere pericolosi nodi esistenziali, a dare voce e a risolvere anche grossi sensi di colpa, a riconciliarmi con quegli eventi difficili che nella vita si erano assopiti e depositati nei meandri della memoria.
– E come può avvenire tutto ciò? E’ sufficiente mettersi a tavolino e scrivere?
– No, sono essenziali due elementi:bisogna nutrirsi di coraggio nel vedere ed analizzare se stessi e avere fiducia in ciò che andiamo a costruire.
– Caspita, quindi non è così semplice possedere e volere quelle due peculiarità…
– Dal momento in cui si decide di accettarsi e perdonarsi ecco che si impara ad amarsi, a quel punto l’uso della scrittura diventa una disciplina introspettiva che, se usata con metodo, porterà a risultati straordinari (da subito eliminando lo stress e la depressione ad esempio).
– In medicina questa tecnica ha una sua connotazione ed un riconoscimento?
– Certo! E’ una terapia coadiuvante associata a quella farmacologica, al punto che si può parlare di “medicina narrativa”.
– Sappiamo che lei ha scritto un libro su questo metodo…
– Si, il primo lavoro fu autobiografico e risale al 2003, si intitola “Lettere ad un interlocutore reale” al quale sono seguiti diversi studi e percorsi, per poi arrivare al penultimo, pubblicato nell’ottobre 2013 dal titolo “La scrittura terapeutica” ed infine all’ ultimo scientifico “ Parole evolute. Esperienze e Tecniche di scrittura terapeutica”.
– Ma come si svolge esattamente una sessione di scrittura terapeutica?
– Ogni partecipante è invitato a scrivere di volta in volta lettere, tra le quali la prima è indirizzata a se stesso. Schopenhauer, il grande filosofo scrive a “ Se stesso” come il grande Marco Aurelio…quindi abbiamo anche esimi storici o filosofi che parlavano a se stessi. Seguono poi lettere intitolate ai nostri interlocutori,e a familiari, nonchè lettere incentrate su emozioni o paure o sitazione nelle quali spesso ci troviamo.
– Quindi questo mezzo che ci ha illustrato è qualcosa di innovativo e utile anche nel nostro futuro?
– Certo, con sicurezza possiamo affermare che la scrittura è una forma di emancipazione perchè può contribuire a rendere le persone più serene e appagate, meno vincolate da problemi dell’animo.
– E può la scrittura terapeutica svilupparsi in scrittura preformativa? Perchè possa avvenire questa evoluzione quali aspetti non devono essere trascurati?
– Ad esempio il lavoro di scavo nelle memorie genitoriali, il tema della casa, i legami con i figli, il compagno, saper scavare nei propri sogni e soprattutto delle nostre resistenze (che sono molte). Performativa quindi come strumento che agisce sulla persona, come tale può essere la scrittura terapeutica.

A chi vuole approfondire direttamente questo metodo consigliamo di visitare il sito www.lacuradisè.it (l’Associazione di cui Sonia è Presidente ) oppure www.scritturaterapeutica.org.


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2 commenti su “Intervista a Sonia Scarpante che ci racconta cosa si intende per scrittura terapeutica

  • Sonia

    Gentile Daniela ti ringrazio molto per l’articolo che hai pubblicato sul sito per conoscere la materia di cui mi occupo da anni: La scrittura terapeutica. Sì perché la scrittura ha molti meriti e noi tutti possiamo praticarla per imparare a conoscerci e dilatare i nostri orizzonti.
    ” La scrittura è fatica, sollievo, nutrimento, spaesamento, trascendenza. Il suo esercizio quotidiano ci solleva dalla vita e dal suo iter usuale e ci sazia come il pane di cui abbiamo bisogno per vivere. La scrittura ci rende forti, altruisti, provocanti e generosi. Ci commuove e ci adira. Ci nobilita. La scrittura gioca con noi tutte le emozioni della vita. Calarci in quelle emozioni significa rigenerarci. Non abbiate resistenze, perché la penna fa il resto” Da ” Non avere paura. Conoscersi per curarsi”
    http://www.lacuradise.it