Interpretare la grafia: intervista a Evi Crotti, psico-pedagogista 2


La dottoressa Evi Crotti, (scrittrice, giornalista, psico pedagogista, analista e terapeuta dell’età evolutiva), è fondatrice della scuola di grafologia nata a Milano nel 1975.
L’abbiamo intervistata, catturandola tra i mille impegni, per i nostri lettori perchè riteniamo che la scrittura non possa prescindere dalla grafia.
1) Sappiamo che si dedica da moltissimi anni ai ragazzi, in particolare all’età evolutiva. Può illustrarci se sono stati gli studi oppure se vi è stato qualche episodio od incontro che l’ha indotta ad approfondire la materia della grafologia?
Devo dire che l’incontro con Padre Moretti, al quale mi rivolsi per ricevere un consiglio sull’orientamento del mio percorso di studi, è stato quello che ha acceso in me il desiderio di occuparmi della grafologia e da lì in avanti ad approfondire sempre di più i miei studi.
2) E’ stato difficile il percorso iniziale per far comprendere questa importante materia?
Sì, devo ammettere che si è trattato di un percorso non facile e che continua ancor oggi ad esserlo, perchè l’inconscio della persona, che mi affascina, e che continuo ad esplorare, leggendo, è materia in continua evoluzione.
3) Ritiene che lo studio di questa materia sia quindi in continua evoluzione o abbia raggiunto la propria completezza?
Assolutamente no, come ho detto poco fa. Vi è una cultura dei simboli, applicata in diversi ambiti, quali ad esempio la criminologia, proprio perchè il simbolo può variare da individuo ad individuo ed ecco che la sua interpretazione non è “universale”.
4) Sappiamo che viene richiesto il suo intervento e la sua consulenza anche per casi “difficili”. Nella risoluzione o nella interpretazione segue esclusivamente degli schemi precisi oppure si affida anche alla esperienza emozionale?
La grafia ed il suo studio sono la base per interpretare un caso, ma è anche la sensibilità, a cui del resto ricorreva anche Padre Moretti, a offrire una chiave di lettura in più.
5) Le piacciono più i giovani di oggi o quelli di un tempo? Nel senso che trova maggiori chiusure nel mondo contemporaneo oppure in quello passato?
Nè l’uno nè l’altro. Trovo che stiamo vivendo una fase di decadimento alla quale seguirà un’evoluzione, ma che la nostra società in questo momento lasci orfani i ragazzi perchè è essa stessa schizofrenica. Se guarda alle famiglia, ad esempio, essa è gettata in un contesto che non ha regole, mentre il bambino deve imparare da subito a comprendere gli schemi. Ad esempio, non condanno il fatto che i genitori si separino, ma il modo nel quale lo fanno, colpevolizzandosi a vicenda, creando nei giovani l’instabilità.
6) Vi sono stati “casi” che hanno contraddetto il suo pensiero o la sua interpretazione?
Sì, senz’altro, ma mi è accaduto con quelle persone che hanno avuto paura ad esporsi e quindi il mio apporto è rimasto come deviato. Se ad esempio vedo che una persona non vuole aprirsi ed io leggo qualcosa di lei che non mi vuol dire, io la rispetto e mi fermo. Di conseguenza però il mio studio risulterà incompleto.
7) Ha scritto moltissimi libri, quale la rappresenta di più in termini di esperienza?
Senza dubbio “Lo scarabocchio” che è stato tradotto in molte lingue e in Germania, oltre che in Italia con la RED edizioni, è diventato un best seller, notizia pubblicata con ampio servizio anche sul giornale BILD.
8) Ritiene che i computer e l’era digitale in qualche modo influenzino negativamente la scrittura dell’individuo?
Sicuramente l’uso del computer aumenta la disgrafia che, si badi bene, non è una malattia. E poi devo aggiungere che l’era digitale ha fatto sorgere una sorta di apatia generata proprio da una  mancanza di comunicazione. I bambini di un tempo, ad esempio nei componimenti scolastici, scrivevano le proprie emozioni, oggi invece, dato il rapporto con un monitor, non sono più in grado di farlo, perciò hanno perso l’empatia della comunicazione.
9) Quali ritiene sia la fascia d’età più difficile da interpretare?
Non vi è una fascia di età più difficile delle altre perchè ogni bimbo o giovane dà qualcosa di sè, indipendentemente dall’età.
10) Consiglierebbe ai giovani di intraprendere il suo cammino professionale?
Sì, anche se onestamente non vi è una grande offerta di lavoro in questo campo, ma devo dire che potrebbe diventare utile se venisse inserita come specializzazione, ad esempio nel campo peritale, aziendale, medico e nella scuola.
Ci congediamo dalla Dott.ssa Crotti scambiandoci un parere sulla condizione femminile. Lei crede che sia in atto una vera evoluzione  perchè la donna sta nascendo oggi, ma si augura anche non perda, per contro, la propria femminilità.

Per chi volesse approfondire i suoi insegnamenti e la grafologia può visitare il sito http://www.evicrotti.com/


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