il 5 marzo 1876 uscì la prima edizione del Corriere della Sera


Il Corriere della Sera è la testata che accompagna la vita dei cittadini milanesi da quasi centocinquant’anni oltre ad essere una delle maggiori italiane. Uscì, per opera di Eugenio Torelli Viollier, il 5 marzo del 1876, come quotidiano di solo quattro pagine,  al costo di 5 centesimi e con una tiratura iniziale di 15.000 copie, che si assestò  poi a 3.000.  Attraversò diversi momenti di crisi,  ma ciononostante riuscì ad imporsi e a crescere, divenendo, a fine ottocento, sempre più autorevole e capace di catturare l’interesse di commercianti e industriali. Fu quindi in grado di aumentare le sue rubriche oltre che continuare a pubblicare romanzi d’appendice. Con l’epoca Albertini, succeduto alla morte di Eugenio Torelli, il quotidiano raddoppiò addirittura il numero di copie, sorpassando il Secolo.

Nel primo ventennio del secolo scorso scrissero per il Corriere della Sera nomi illustri, come Gabriele D’Annunzio, Benedetto Croce, Luigi Pirandello, Grazia Deledda, Ada Negri,  l’economista Luigi Einaudi, lo storico Gaetano Mosca e molti altri.

Con il periodo fascista il giornale subì diversi tentativi d’arresto perchè non era gradito al regime, questi ostacoli lo portarono sì ad aumentare la notorietà ma anche a doversi conformare alle esigenze della dittatura. Il 10 giugno 1940 l’Italia entrò in guerra. Il 14 febbraio 1943 la storica sede di Via Solferino 28 fu bombardata.

Nel 1958 il Corriere è il primo giornale italiano ad impiegare un computer per calcolare i dati di vendita nelle edicole. Subì la concorrenza del Il Giorno e quella di Oggi quotidiano che tuttavia contrastò assumendo giornalisti noti e capaci, tra cui Giovanni Spadolini (professore universitario e grande uomo di cultura) perchè portassero innovazione e un tocco di modernità alla testata, inserendo nuove rubriche. Spadolini allargò la schiera dei collaboratori alla terza pagina: chiamò Leonardo Sciascia, Goffedo Parise (inviato in Cina e in Biafra) e Gaspare Barbiellini Amidei che scriveva di cultura e attualità, a cui si aggiunsero firme illustri come lo scrittore Piero Chiara. Spadolini promosse anche Dino Buzzati, che aveva stabilito il record di vendite de La Domenica del Corriere, portandolo dentro il quotidiano come critico d’arte.

Il ’68 è ricordato soprattutto come l’anno della contestazione studentesca. Anche il Corriere della Sera fu oggetto di un attacco, in quanto “simbolo borghese” e tra i manifestanti ricordiamo che fece parte anche l’editore Giangiacomo Feltrinelli. Il Corriere  pubblicò articoli sui maggiori eventi che coinvolgevano le università e fece diverse interviste  ai massimi intellettuali dell’epoca.

A metà degli anni ’70 avvenne l’ingresso di Agnelli e Moratti e, a seguire, il passaggio a Rizzoli che però contribuirono al declino della testata a causa di vicende politiche e cattivi investimenti. Il numero di copie diminuì sempre più.

Dal gennaio 2016 i contenuti digitali sono presentati in un’unica piattaforma, leggibile sia su computer, tablet e smartphone. La consultazione degli articoli è diventata a pagamento. L’era digitale ha definitivamente attuato la vera trasformazione del quotidiano milanese.

Il 3 agosto 2016 Urbano Cairo diviene presidente e amministratore delegato di RCS di cui fa parte Il Corriere della Sera.

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