I pensieri tristi


Nel giorno in cui avrebbe dovuto  essere felice tutto si oscurò in lei, senza un motivo reale.

Eppure qualche strana presenza dispettosa le strappava via ogni tentativo di riprendersi. Ne era conscia, ma pareva proprio che non riuscisse a liberarsi da quella fastidiosa forza occulta che la voleva triste, a tutti i costi.

Provò a mangiare un gelato, (da bambina funzionava per ridarle subito serenità)  ma niente, poi ascoltò la sua musica preferita, per un attimo le parve di sorridere, ma di nuovo niente. Il malessere infelice sguazzava nel suo cervello e nel suo cuore, pennellandola di grigio.

“Perbacco” si disse, proverò a sostituire i pensieri negativi con alcuni positivi, gioiosi…ma non gliene venivano in mente.

Si rassegnò, si sedette sul divano e ci rimase, con il muso lungo e vinta, per una mezz’ora più o meno.

Poi, di colpo, vide davanti a sé la sagoma di un pensiero bruttarello, un po’ nevrotico, tutto preso a comparirle davanti per rattristarla ancora di più e…scoppiò a ridere. Rise talmente tanto che lo stomaco le doleva e più rideva, più il pensiero si faceva buffo, insicuro, come impazzito.

E alla fine se ne andò, sparì.

Non le importava dove. Ma lei, ora, era di nuovo felice.

tristezza

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