Hemingway, un grande autore ribelle nato il 21 luglio (del 1899)


Ernest Miller Hemingway americano, è stato non solo uno scrittore di romanzi e racconti ma anche un giornalista. Fin da piccolo manifestò un grande amore per la natura, gli animali e per quelle attività sportive come la caccia e la pesca, che ritroviamo sapientemente descritte anche nei suoi racconti.  Si arruolò in guerra come volontario, prestò servizio sulle autoambulanze, e in Italia, per la Croce Rossa Internazionale americana, fu ferito, ricevendo la medaglia d’argento al valor militare.  Terminata la guerrà tornò a Toronto dove ricominciò a scrivere e a fare il cronista, senza riuscire tuttavia a farsi pubblicare i racconti. Conobbe la povertà e fu ostacolato dai suoi genitori che non vedevano di buon occhio che lui volesse vivere di scrittura. Tuttavia, in mezzo ad alti e bassi, divenne un inviato del Toronto Star e, sostenuto dall’amicizia di Gertude Stein, la sua carriera letteraria si avviò verso  momenti migliori, dove vi furono frequenti spostamenti in Europa che accrebbero la sua fantasia letteraria. Dal 1926 in avanti iniziò così la sua fama, ricordiamo Il sole sorgerà ancora” e “Addio alle armi ” del 1927 che gli darà un grande successo. Dobbiamo ricordare che Hemingway condusse una vita sociale turbolenta, si sposò ben quattro volte ed ebbe diverse relazioni sentimentali, ma il suo spirito avventuriero e anche quello umanitario sono stati quelli che lo hanno spinto a viaggiare molto nella vita. Nel 1939 scrisse “Per chi suona la campana” che venne poi pubblicato a New York vendendo ben centomila copie l’anno successivo e da cui fu tratto il film, interpretato da Gary Cooper e Ingrid Bergman, la cui pellicola fece aumentare le vendite del romanzo a  settecentocinquantamila copie solo in America. Hemingway raggiunse quindi una non comune popolarità e fama, che lo elevarono a mito delle nuove generazioni. Grazie a “Il vecchio e il mare” romanzo – capolavoro gli furono riconosciuti nel 1953 il Premio Pulitzer e  nel 1954 il Premio Nobel per la letteratura. Forse per l’uso eccessivo di alcol, forse per quella vita turbolenta che gli costò anche parecchi incidenti, Ernest Hemingway fu colpito da depressione e da manie persecutorie e pose fine alla sua vita suicidandosi il 2 luglio del 1961, puntandosi un fucile in bocca.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA *