Francesco Petrarca, precursore dell’Umanesimo


Non si può dimenticare un poeta e filosofo,  di nascita aretino, come Francesco Petrarca, che morì ad Arquà il 18 luglio del 1374, dopo una vita dedita allo studio e alla ricerca delle tradizioni classiche.

Francesco fu un personaggio importante nella storia letteraria italiana, perchè dedito a rivalutare il nostro patrimonio letterario classico (Virgilio, Cicerone, Livio e i grandi latini) inneggiando agli studi classici come conoscenza indispensabile al letterato. Non dimentichiamo che fu il primo ad ottenere la laurea poetica (1341) e venne considerato il fondatore dell’Umanesimo.

Per motivi politici (il padre Ser Petracco  apparteneva ai Guelfi, come del resto anche Dante Alighieri che Francesco poi conobbe) fu anche esiliato e, assieme alla famiglia, si trasferì vicino ad Avignone, in Francia dove ottenne incarichi alla corte pontificia, portandolo, anni dopo, a prendere gli ordini sacri e divenendo un canonico.

Sembra che l’incontro fatale con la famosa Laura avvenne nella chiesa di Avignone, ma si sa che la sua esistenza (che alcuni identificano nella moglie di De Sade) fu controversa; infatti una corrente ritiene che Laura altro non fosse che la figura dell’alloro poetico, oggi usato per incoronare i laureati e non l’effettiva donna della quale si innamorò. Comunque il nome di Laura sarà immortalato nella raccolta più famosa del poeta, intitolata il Canzoniere.

Petrarca viaggiò molto, da Bologna, alla Francia, da Firenze a Verona e anche a Milano nonostante la terribile peste che uccise molti suoi amici portando alla morte anche l’amata Laura.

Francesco Petrarca morì nel padovano, ad Arquà all’eta di settantacinque anni colpito da una sincope e i suoi resti vennero trafugati, un po’ come accadde anche a quelli di Dante.

Delle opere più famose ricordiamo il Secretum, il Canzoniere, l’Africa e il De vita solitaria.

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