“Devi andare via” un romanzo di Daniela Vancheri che affronta il tema dell’immigrazione


 

  • Vuole dirci qualcosa di Lei e come è nata la sua voglia di scrivere?

Sono nata a Roma, il 22 giugno 1948 ed attualmente vivo a Milano. Dopo una vita professionale che nulla aveva a che fare con il mondo della letteratura, ho iniziato scrivendo una favola per i miei nipoti: “La favola del pellicano zoppo”,  nata dopo aver visto sulla riva del mare un curioso pellicano che  saltellava su una zampa sola. Poi la passione è cresciuta e sono arrivati prima brevi racconti, poi testi più impegnativi. “Sonata per Viola” è stato il mio primo romanzo, ambientato nella Cecoslovacchia del dopoguerra, i cui protagonisti si confrontano con un misterioso episodio accaduto durante l’occupazione nazista.A Viola hanno fatto seguito 8 altri romanzi, ambientati in località che ho avuto occasione di conoscere ed amare, vuoi per lavoro o per turismo: Sicilia, Normandia, Bali, Tibet.

  • E quando ha pensato di scrivere sul tema dell’immigrazione, un tema che da anni occupa le prime pagine dei giornali e le aperture dei telegiornali ?

L’ho scritto due anni fa, quando cominciammo a subire l’impatto del dramma siriano, vedevamo le sofferenze di tanta gente, assistevamo ai continui naufragi dei profughi ma nessuno sapeva dirci che fine faceva tutta questa povera gente. Vedevamo delle masse, era un’epopea storica, ma nessuno parlava delle storie individuali che dovevano essere dietro a quelle immagini. Ho pensato molto se fosse il caso di scrivere di questo argomento, forte, difficile ma anche delicato. Ho letto molto, ho visionato immagini e video.

  • E più in particolare,  cosa racconta il romanzo?

Con “Devi andare via!” ho voluto scrivere un diario. Il diario di Amir, della sua vita di profugo.

Ho provato a calarmi  nei panni di questo giovane siriano, costretto alla fuga perché cristiano , perseguitato da chi lo vorrebbe morto in un paese che non sembra più il suo. Ho cercato di immaginare e raccontare del suo tormentato viaggio, alla ricerca di una nuova patria dove ricostruirsi una vita.

  • Quali sono gli episodi salienti di questo viaggio ?

Il romanzo inizia con una tragica traversata del Mediterraneo: una motovedetta italiana trarrà in salvo uomini, donne e bambini e li porterà a Pantelleria.  In quella terra generosa Amir troverà brava gente disposta a curarlo e aiutarlo a raggiungere Genova dove forse qualcuno lo avrebbe messo in condizioni di arrivare in Germania.

L’Olanda invece sarà la sua destinazione finale, tra mille pericoli, incontri con persone generose ma anche con altre invece che cercheranno di impedire la sua ricerca di libertà. E anche amori che però non serviranno a fargli dimenticare quello vero e unico rimasto in Siria. Il finale sarà una sorpresa per quelli che leggeranno il libro…

  • La prefazione di Dacia Maraini è molto intensa, invita veramente a leggere il libro. Pensava che una scrittrice così importante avrebbe dato un giudizio così lusinghiero a un autore sconosciuto, come era lei prima della pubblicazione di questo suo  libro?

Avevo in precedenza inviato a Dacia Maraini due miei racconti: li aveva apprezzati, mi aveva dato suggerimenti preziosi e mi aveva incoraggiato.

Dopo aver letto “Devi andare via!” ha voluto scrivere una bellissima prefazione, che conclude con l’invito a riflettere su condizioni e situazioni complesse che meriterebbero un maggiore impegno  da parte dei governi e delle nazioni.

  • E lei cosa vorrebbe dire ai lettori?  Perché dovrebbero leggere questo romanzo?

Perché tutti dovremmo “ragionare” su questo doloroso tema dell’immigrazione, non reagire solo con emotività. Esattamente quello che la Maraini scrive nella conclusione della prefazione e che è proprio il messaggio che speravo di trasmettere ai lettori di “Devi andare via!”

 

Il libro “Devi andare via” è acquistabile presso i punti Mondadori e on line su Amazon, Unilibro, Mondadori store, Ibs, Leone editore.

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