dal libro degli angeli di Igor SIbaldi


Leggevo negli esercizi di angelologia sintetica una bella definizione sulle parole che riassunta suona più o meno così: si usano sempre poche parole, perchè mancano quelle giuste e cio è da attribuirsi alla nostra mancanza di tempo ma anche al nostro essere conformisti. Insomma per livellarci agli altri diveniamo sterili nel nostro linguaggio.
Mi domando a questo punto se non valga la pena di osare ed andare a cercare dentro di noi il coraggio di esprimerci, rovistando nelle nostre conoscenze ed avvalendoci di quello strumento meraviglioso che sono alcuni libri.

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