Comunicare si può, anche fotografando. Ce lo assicura Oliviero Toscani


A Milano, in occasione di BookCity, anche l’Università Statale di Milano ha dato il via a una serie di incontri dedicati e collegati al mondo dell’editoria. Uno di questi ha visto protagonista lo scorso venerdì 17 novembre, presso la sede di Via Santa Sofia, Oliviero Toscani.

Il grande e noto fotografo milanese ha tenuto una lectio magistralis agli studenti, rivolta in particolare a quelli del  corso di Scienze Umanistiche per la Comunicazione.

La lezione aperta era imperniata sia sul ruolo della fotografia oggi, intesa come arte banale, semplice e accessibile, sia  come  mezzo di comunicazione, che possiamo affrontare da soli.

L’artista, attraverso la foto, pone noi spettatori di fronte alla nostra coscienza. Toscani, con il suo stile inconsueto e  un poco dissacrante, ha toccato poi altri temi: dalla politica alla società di oggi, caratterizzata dalla multimedialità e dal sempre più frequente uso della tecnologia. Ha voluto provocare  i giovani presenti focalizzando la loro attenzione sull’importanza di rimanere  creativi, spegnendo per esempio il cellulare,  li ha anche invitati  a guardare un po’ di più il cielo, a osare persino di rifuggire la “comodità dell’esistenza”.  Oliviero Toscani ha voluto insomma stimolarli sull’importanza di essere artefici del loro destino, cercando, curiosando, imparando, lavorando senza sosta per arricchire loro stessi e gli altri  con quel bagaglio che rende gli esseri umani unici e meravigliosi. E di metterlo poi  a disposizione della collettività («ognuno è individualmente responsabile per la società in cui vive»).

E cosa vogliamo raccontare di nostro, che può interessare agli altri? L’interrogativo posto da Toscani parte da considerazioni sulla fotografia ma, se reputiamo l’arte una forma di comunicazione propria del genere umano, la domanda può essere allargata a ogni forma artistica, compresa la letteratura: l’importante è stupire e provocare. Poiché «lo stupore fa nascere l’interesse e senza provocazione l’arte non ha senso». Parola di Oliviero.

(Katia Pezzoni)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA *