“A Parigi sbastigliata”


Nella giornata del 14 luglio non si può dimenticare la Presa della Bastiglia, che abbiamo studiato sui banchi di scuola e che viene ricordata come un atto importante nella storia non solo francese. Cercavamo qualche brano composto da scrittori o poeti presenti quel lontano 14 luglio 1789 che potesse descriverla e abbiamo trovato che il nostro Vittorio Alfieri, che si trovava là proprio in quei giorni, ne ha addirittura composto un’ode per celebrarla. L’ha intitolata “a Parigi sbastigliata”  con la quale si schierò, attraverso le lunghe rime, dalla parte dei rivoluzionari, salvo poi, qualche tempo più tardi, pentirsi del proprio favore perchè anche il popolo inferocito, secondo lui,  si era trasformato in un tiranno al pari della precedente reggenza reale.

Ci piace l’aggettivo sbastigliato del quale riportiamo la definizione che dà la TreccanI: “privato della Bastiglia, nome di una fortezza di Parigi che nel sec. 18° serviva come prigione dei condannati a morte; la parola compare nel titolo di un’ode, Parigi sbastigliata, scritta nel 1789 da V. Alfieri per celebrare la presa e la demolizione della Bastiglia, simbolo di tirannide e di sopraffazioni, avvenuta il 14 luglio di quell’anno”

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