19 febbraio 2016, un anno fa ci ha lasciato Umberto Eco


Solo un anno fa, il 19 febbraio, è morta una delle figure più importanti della nostra letteratura: Umberto Eco.
Prima di ricordare la sua vita e le sue opere, desideriamo aprire con una sua frase che vogliamo condividere pienamente.

« Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito. Perché la lettura è un’immortalità all’indietro. »
Chi era Umberto Eco?
Iniziò come studente di liceo classico, si laureò poi in filosofia e fu grande seguace di San Tommaso d’Aquino, la cui conoscenza del pensiero lo portò ad abbandonare la fede cattolica, nella quale si era identificato in gioventù. Si appassionò di studi di semiotica e divenne anche insegnante a Bologna (scrisse anche libri e diversi trattati), ottenendone la cattedra. E sempre a Bologna ha dato inizio alla facoltà di Scienze della Comunicazione. Raggiunta la notorietà negli ambienti culturali, collaborò a diversi quotidiani quali il Corriere della Sera, Il Giorno, La Stampa, La Repubblica, scrivendo articoli.
Ma la fama internazionale la raggiunse nel 1980 con il suo primo romanzo “Il nome della rosa”, tradotto in 47 lingue che vendette una cifra importante, all’incirca circa 30 milioni di copie, dal cui testo fu poi tratto anche il famosissimo film, interpretato da Sean Connery. Il romanzo successivo è del 1988, fu il “Pendolo di Foucault” di genere completamente diverso dal precedente. Affascinato dalla ricerca di una spiritualità, Umberto Eco ha trascorso la vita ad esplorare, con approccio filosofico e matematico, tematiche mistiche.
Personaggio amato dai più, è ricordato anche per le sue affermazioni audaci, ultima  quella nel 2016, mentre gli veniva conferita la laurea honoris causa in Comunicazione e cultura dei media, a Torino, dove si scagliò contro Internet affermando ” I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli» .

Prima di morire ha deciso di seguire Elisabetta Sgarbi in una nuova avventura, la casa Editrice “La nave di Teseo” dopo aver deciso, insieme a Sandro Veronesi, Hanif Kureishi, Tahar Ben Jelloun ed altri di non pubblicare più per il nuovo colosso Mondadori-Rcs controllato da Segrate, pur essendo tra i migliori della scuderia Bompiani.

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