16 Febbraio: nel 1907 morì Giosuè Carducci


Poeta e critico letterario , nato nel 1835 a Valdicastello (Lucca) insegnò a  Bologna. Dopo una giovinezza repubblicana, si avvicinò alla monarchia e divenne il vate della nazione. L’opera poetica, di ispirazione antiromantica e anticlericale delle prime raccolte (“Juvenilia”) passa alle grandi evocazioni storiche (“Rime nuove”). Con le “Odi barbare” tenta di riprodurre in italiano la metrica quantitativa dei classici. Nel  1906 fu il primo italiano a ricevere il Nobel per la letteratura. Forse la poesia più nota, che la maggior parte di noi ricorda dai tempi dell’età scolare, è proprio “San Martino”, racchiusa nella raccolta “Rime nuove”.

 

San Martino

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
va per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.
Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppietando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

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