12 luglio ricordiamo la nascita di Pablo Neruda, uno tra i più grandi poeti del secolo scorso


Il più famoso poeta cileno,  Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto, scelse  di chiamarsi Pablo Neruda, come pseudonimo per sfuggire al giudizio del padre che non vedeva di buon occhio la sua passione per la poesia, giudicandola un’attività poco rispettabile. Neruda, che fu anche diplomatico e uomo politico (divenne infatti Senatore) non nascose mai nella sua vita l’ accesa simpatia per il comunismo, ideologia che gli procurò persecuzioni politiche, censure, più volte l’espatrio e che gli fece sostenere apertamente il socialista Salvator Allende. La sua svolta a sinistra fu ancora più decisa dopo la feroce uccisione di Federico Garcia Lorca, da parte delle forze del generale Franco.

Pablo Neruda morì in un ospedale di Santiago nel 1973, poco dopo il golpe del generale Augusto Pinochet, ufficialmente per un tumore alla prostata mentre stava per partire per un nuovo esilio.   Le cause della sua morte sono state a lungo dibattute; non venne accettata la prima tesi ufficiale che la causa di morte fosse quella del tumore, ma si sostenne che a fargli perdere la vita fosse stata un’iniezione praticata in ospedale, da un sicario di Pinochet, che lo spense nel giro di poche ore. Successivamente solo nel 2015, due commissioni scientifiche hanno smentito la prima tesi di morte naturale, segnando la prima importante ammissione da parte del governo cileno.

Neruda si dichiarò contrario alla politica degli Stati Uniti così come alla guerra in Vietnam mentre sostenne la rivoluzione cubana di Fidel Castro.

Forse non tutti sanno che Neruda scrisse anche versi erotici, che gli chiusero parecchie porte in faccia da parte di alcuni editori. La sua poesia è romantica e drammatica allo stesso tempo e celebra l’amore come sentimento dominante nella vita, da provare non solo verso una persona, ma anche verso la propria terra o nazione e la propria libertà. Nel 1971 Pablo Neruda ricevette il Nobel per la letteratura.

Abbiamo scelto la poesia intitolata “Donna completa”
Donna completa, mela carnale, luna calda,
denso aroma d'alghe, fango e luce pestati,
quale oscura chiarità s'apre tra le tue colonne?
Quale antica notte tocca l'uomo con i suoi sensi?

Ahi, amare è un viaggio con acqua e con stelle,
con aria soffocata e brusche tempeste di farina:
amare è un combattimento di lampi
e due corpi da un solo miele sconfitti.

Bacio a bacio percorro il tuo piccolo infinito,
i tuoi margini, i tuoi fiumi, i tuoi villaggi minuscoli,
e il fuoco genitale trasformato in delizia

corre per i sottili cammini del sangue
fino a precipitarsi come un garofano notturno,
fino a essere e non essere che un lampo nell'ombra.

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